Stare così
stare così
con le ante aperte
una mattina d’agosto
il corpo molle sul materasso
e gli occhi sfocati in lontananza.
sulla soglia
un verso
una resa
mentre le gru
da molto in alto
spezzano il paesaggio
e la matita
attende un legame.
sono me mi dico
e mi pare di svelare un segreto
una radice spezzata.
c’è silenzio
in questo me
in questa pratica
di ferite rammendate
e nebbie pellegrine
in questo me essenziale.
un colpo d’aria scosta la tenda bianca
un pezzo di mano
raggiunge l’altra.
sono me mi dico
e mi lascio
in sospensione.