Sulla pratica, agosto 2026

una cosa bella della pratica è che ti permette di cambiare
mentre ancora non sai che stai cambiando

la transizione è così dolce che spesso ti chiedi quando sia successo:
quand’è che il muscolo si è rilassato,
le spalle si sono ammorbidite,
la mascella ha smesso di tenere tutto stretto

hai imparato che le dita si rilassano,
che il respiro diventa una trama,
che il gesto ti riporta all’essenziale
e che le mani tessono immagini che non sapevi di avere dentro

eppure ritorni alla parola pratica
la osservi, la tocchi
raccogli momenti, parole, istanti

quando è successo

a tratti pensi che forse non sia successo affatto
sei sempre la stessa, ma il corpo non mente

e tu, come Melusina, la donna-fatata che si trasformava in una creatura d’acqua,
continui a cambiare senza assistere davvero alla tua metamorfosi

non c’è un istante preciso in cui smetti di essere ciò che eri
e diventi qualcos’altro

c’è soltanto un lento mutare,
come la luna che sale nelle notti d’estate

dolce, infinitamente dolce

là si trova la soglia sensibile di ogni conoscenza. 

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Stare così